
Marco Paludetti, l’attaccante peloritano alla Kings League: il Medico che sfida i pronostici

La Kings League torneo calcistico di calcio a 7 inventato da Gerard Pique nel 2022 sta diventando un vero e proprio movimento tra i giovani.Il format combina idee di calcio tradizionale con dinamiche di videogiochi, creando partite emozionanti e imprevedibili sopratutto per i giovani.Ad avvicinarsi a questo movimento non solo diversi personaggi del web ma anche ex calciatori e creator digitali.Il formato: 12 squadre composte da giocatori dilettanti, scelti tramite un sistema di Draft simile a quello degli sport americani, e “wild card”, ovvero ex giocatori famosi e personaggi noti.Prima della scelta dei giocatori tramite Draft o Wild Card il torneo si suddivide in diverse fasi chiamate Split.Ogni “split” rappresenta una stagione a sé stante, con le proprie partite, classifiche e fasi finali. Questo formato permette di avere più competizioni all’interno di un singolo anno, mantenendo alto l’interesse del pubblico.
Una vecchia conoscenza del calcio siciliano ha raccontato la sua esperienza all’interno della competizione, si tratta di Marco Paludetti ex bomber di Camaro e Nuova Igea Virtus tra le altre, che dopo aver lasciato il calcio nel 2021 è tornato sul rettangolo di gioco nella Kings League Italia.Dopo mesi di inattività ha raccontato il suo avvicinamento alla competizione: “E’ stata una cosa un po’ casuale, avevo seguito tramite vari modi social, ma anche in tv ogni tanto.Ci avevano chiesto inviare un video di gol e giocate, così ho scelto il Video Talent realizzato da WeSport nel 2018/19, che per me è stata una stagione particolarmente prolifica con la maglia del Camaro“. Successivamente ha raccontato del momento dei provini e del Draft : “È nata un pò per gioco, non era un qualcosa che avevo programmato ho fatto il provino e ho ottenuto 77 nel Tryouts, il draft è difficile perché ti valutano in una giornata. In quel periodo non mi allenavo da 5 anni, adesso sto riprendendo la forma.Un giocatore non lo puoi valutare in un giorno, lo devi seguire e valutare in un medio o lungo periodo”.
Attualmente Paludetti oltre l’impegno della Kings League continua con la sua professione di Medico Generale: “Devo dirti che per il tipo di impegno è abbastanza compatibile anche con la mia vita attuale, e sono contento perché comunque si ritrova un po’ quell’atmosfera dello spogliatoio del calcio che mi era mancata” È sempre più in conflitto l’idea che la Kings League voglia allontanare i giovani dal calcio per avvicinarli al mondo dell’intrattenimento: “Credo che da parte della Kings ci sia la volontà di creare l’opportunità di far vedere calciatori sempre più di alto livello. Come è successo in Spagna con Pablo Maffeo del Mallorca ad esempio, nonostante in Italia sia molto complicato per l’esborso economico verso i calciatori che rischiano infortuni, il formato andrebbe rivisto”.
Ciò che può lasciare più stupito un “dilettante” in un contesto del genere è l’organizzazione dell’evento: Mi ha colpito il fatto che ci sia tutta questa organizzazione dietro, è incredibile. Il fatto che negli spogliatoi ci fossero i vari Brocchi, Toni, avvicina due mondi, il calcio di tutti noi e il calcio delle categorie, dei campi meno blasonati, a questa gente che è stata anche campione del mondo e ha calcato palcoscenici importantissimi, questo è quello che mi fa più effetto e che mi piace perché poi vedo che sembra che siamo tutti parte di un qualcosa.
Ha parlato anche della squadra che ha deciso di dargli fiducia, i Punchers Fc: “Sono stato scelto come giocatore Draft, grazie alla chiamata di Michele Danese, è un creator, giornalista e direttore molto bravo e competente. L’unico che si è fatto avanti è stato Michele, che mi ha chiesto di venire a fare una prova con loro in allenamento”. Paludetti ha parlato del momento e della prima presenza: “La prima partita non ho potuto partecipare, la seconda sì, abbiamo fatto due sconfitte, anche l’ultima non è stata in merito. La classifica è molto corta, perché prima di queste due partite eravamo sesti e ora abbiamo perso tre o quattro posizioni. È un torneo molto agguerrito, basta perdere una o due partite e ti ritrovi subito sotto, però ti dà la possibilità di recuperare”.
Tra le persone con cui ha interagito nel circolo della Kings c’è anche l’ex portiere del Messina, Ermanno Fumagalli: “Quando sono arrivato negli spogliatoi per l’allenamento, tra i compagni ho conosciuto anche lui. Gli ho detto che aveva giocato nella squadra della mia città e lui ha riconosciuto subito il logo del Camaro perché si allenavano lì. E’ un simpatico aneddoto”. Oltre a Fumagalli uno dei giocatori che sta sorprendendo di più è Alessandro Colombo: “Da quello che ho potuto vedere, uno dei giocatori più forti è il ex compagno di squadra Colombo, per questo tipo di competizione è perfetto.Ha una velocità nei primi metri e ti sposta la palla con facilità, è brevilineo.Fa sempre i giochi sull’uno contro uno, due contro due, perché è troppo forte.
Paludetti ha parlato anche della Kings League come trampolino di lancio per il calcio a 11: “Io non lo vedrei come un trampolino di lancio per il calcio 11, lo vedrei più per farti conoscere, per chi ha un progetto social e vuole intraprendere una carriera in questo mondo”. Adattarsi dal calcio a 11 alla Kings non è così facile : “L’ultima partita sono entrato e ho cercato di giocare spalla alla porta, di fare un po’ il lavoro della prima punta, che non è funzionale in questo sport, anche se sei bravo a 11 e sai fare tutte quelle cose lì, magari qui non servono”.
Ha voluto poi spendere delle parole ammirevoli per tutti i suoi ex compagni di squadra: “Approfitto del momento per ringraziare tutti i miei ex compagni, ho ricevuto un sacco di messaggi e chiamate che hanno sentito la notizia e mi hanno fatto sentire il loro calore, il loro affetto.Questo mi fa ricordare i bei tempi che abbiamo passato insieme, perché poi nonostante il tempo passi ci si ritrova sempre”.
Intervista a cura di Francesco Romeo