
Federico Buffa incanta Messina con Italia Mundial: un racconto di sport e non solo

Italia Mundial non è soltanto la storia della Coppa del Mondo vinta dagli azzurri nel 1982, ma è chiaramente molto di più. Sarebbe troppo banale pensare di raccontare l’impresa italiana al Mondiale spagnolo semplicemente raccontandola, cioè riportando i meri fatti sportivi e concentrandosi soltanto sul percorso nel torneo più importante riservato alle Nazionali. Italia Mundial è certamente una storia di calcio, ma è anche il racconto di una serie di percorsi che si sono intrecciati ben prima e anche molto dopo il 1982.
Racconti personali, aneddoti, esperienze, parole, sguardi, pensieri, emozioni: vita allo stato puro. Federico Buffa ha magistralmente messo in atto un’altra meraviglia, che ha incantato il Palacultura di Messina in una piovosa sera di fine marzo. Il monologo del giornalista è stato amplificato dalle note del maestro Alessandro Nidi, che con dolcezza e fermezza ha tenuto il ritmo della serata dal pianoforte. Tutto sotto la regia di Marco Caronna, altro protagonista di una serata imperdibile e che ha emozionato il pubblico messinese. Ma l’evento è stato reso possibile da Taomai Management, che ha dato un contribuito all’organizzazione di tutto lo spettacolo.
Di lacrime se ne sono viste parecchie, ma anche di sorrisi e applausi tra un passaggio e l’altro. Italia Mundial è uno spaccato sulla Coppa del Mondo ’82 ma anche sulla società italiana, che oggi riguarda a quel Mondiale come ad un evento epocale. Alla faccia di chi credeva che quell’Italia non avrebbe potuto andare lontano, figuriamoci vincere la Coppa e succedere all’Argentina nell’albo d’oro. Federico Buffa ha rimesso insieme i pezzi di più di più strade, come se ogni protagonista fosse lì presente davanti al pubblico con un testo in mano da recitare.
Nulla di fantasioso, ma tutto reale. Ci vuole certamente genialità e abilità per costruire e raccontare Italia Mundial, un’esperienza che toccherebbe il cuore anche di chi non hai mai visto una partita di calcio. Il fulcro dello spettacolo è senza dubbio l’Italia, ma Buffa con la sua abile maestria e un’abilità comunicativa al di sopra di ogni possibilità è riuscito a metterci in mezzo tante altre cose.
Tra queste spicca senza dubbio la fase politica delicata vissuta dalla Spagna poco prima del Mondiale, le avversarie affrontate dagli azzurri in quel Mondiale, Maradona, il Brasile, Edvard Munch, Sandro Pertini, gli spaccati sulle vite operaie, le province italiane, l’allunaggio del 1969 e tanto altro ancora. Buffa con dei salti temporali magistrali ha offerto al pubblico un disegno tanto semplice quanto complesso, che sintetizza una della pagine più appassionanti della storia del calcio internazionale e italiano.
Italia Mundial è un po’ la storia di Enzo Bearzot, quel bambino che nel 1938 si emozionò per la vittoria dell’Italia di Vittorio Pozzo nella finale di Coppa del Mondo giocata a Parigi contro l’Ungheria. Italia Mundial è un pezzo di carriera e vita di ogni azzurro che ha indossato quella maglia al Mondiale spagnolo, ma anche di chi non l’ha fatto restando semplicemente a guardare con gli occhi e trionfare con l’anima e il cuore.
Italia Mundial è una storia di aneddoti e confidenze, di chi ha sofferto e gioito, di chi ha assaporato il gusto della felicità anche per un solo giorno. Italia Mundial è un po’ un racconto di calcio ma anche una riflessione filosofica, un viaggio che ha emozionato la città di Messina e che continuerà a stupire anche nelle tappe che verranno. L’Italia dell’82’ è solo la punta di diamante di un racconto distante ormai quasi cinquant’anni, ma che accende sempre qualcosa nella mente di chi ripensa a quegli eroi e a tutto ciò li circondò prima, durante e dopo.
Zoff, Bergomi, Gentile, Scirea, Collovati, Cabrini, Conti, Tardelli, Oriali, Rossi, Graziani, Bordon, Dossena, Marini, Causio, Altobelli, Antognoni, Galli, Selvaggi, Massaro, Baresi, Vierchowod. Li abbiamo nominati tutti, perché tutti hanno dato qualcosa per impreziosire quel Mondiale che oggi riconosciamo universalmente come il nostro Mundial: il mondiale forse più italiano di tutti quanti, non ce ne vogliano gli altri tre.
Il 1982 poi è soltanto un numero, fortunato, pur sempre un numero: dove sono celati i sogni di ognuno di noi. Federico Buffa ha dimostrato di essere un po’ il “Bearzot” del giornalismo italiano, quella guida umile e sicura di sé capace di entrare nelle menti e nel cuore di ogni persona. Buffa e il CT all’apparenza potrebbero avere poche cose in comune, ma in realtà viaggiano sulla stessa lunghezza d’onda: vincenti e tenaci al punto giusto, camminano dritti lungo il proprio cammino, si pongono dubbi e trovano soluzioni. Sembrano due facce della stessa medaglia, calate chiaramente in contesti diversi. Un’immagine che alla fine ricorda proprio quella dell’Italia ’82, senza dubbio una delle cose più belle che il nostro calcio abbia mai offerto.